Lupo Wolf

Ignazio Lupo nasce a Palermo nel marzo del 1877 da Rocco e Onofria Saietta. Fu noto anche con il cognome della madre ovvero Ignazio Saietta, fin da piccolo lavorò in un negozio di Palermo dove si commerciava frutta secca. La  sua famiglia d’origine faceva parte di una cosca mafiosa palermitana ed egli stesso era inserito all’interno di una banda di estorsori.  All’età di diciotto anni il padre gli comprò un negozio di abbigliamento e merceria. Nel 1898, a seguito di un litigio avvenuto nel suo negozio, uccise a colpi d’arma da fuoco, Salvatore Morello un commerciante suo concorrente. In conseguenza a questo crimine, il 12 marzo 1899 Lupo venne condannato a ventuno anni per omicidio premeditato. Un anno prima che diventasse esecutiva la sentenza,  favorito dalla famiglia, egli  espatriò clandestinamente a New York. Per giungere a destinazione si imbarcò a Liverpool, passò per il Canada e entrò negli Stati Uniti d’ America attraverso Buffalo.  A New York iniziò un’attività commerciale sulla 72esima Strada assieme a un cugino di nome Saitta. A seguito di una controversia con quest’ultimo  spostò la sua attività a Brooklyn dove commercio prodotti alimentari provenienti dall’Italia quale olio, formaggi e vino. Nel 1901 trasferì la sua attività da Brooklyn a Manhattan, e ampliò la sua attività di importazione e aprì un nuovo negozio ai numeri  210–214 di Mott Street. Si diceva che era uno dei più lussuosi  negozi  del quartiere. Inoltre gestì un saloon al numero 8 di Prince Street. Detto saloon sarebbe diventato negli anni successivi uno dei posti di ritrovo abituale della banda Morello. Giuseppe Morello avrebbe gestito il ristorante ubicato nella parte posteriore del locale. Il padre Rocco nel 1902 lo raggiunse, e insieme avviarono un negozio di alimentari sulla 39esima Strada, dove già lavorava anche il fratello Giovanni. Grazie al suo giro d’affari era in grado di individuare italiani che avevano dei capitali e potevano essere vittima di estorsioni. In questo periodo, Lupo iniziò a depredare gli immigrati italiani, usando le tattiche estorsive della Mano Nera . Già nel 1902 Lupo fu visto andare in giro e frequentare elementi della banda Morello. Già per i servizi segreti il duo Morelo Lupo formavano una formidabile coppia di criminali. 

Lupo Wolf

Lupo fu coinvolto nell’omicidio di Giuseppe Catania nel luglio 1902. Fu lui l’ultimo che si accompagnò alla vittima presso l’ufficio delle dogane a Manhattan. Nonostante questa circostanza né la polizia né i servizi segreti ebbero prove sufficienti per giustificare il suo arresto nel caso dell’omicidio del Catania. Fu, come vedremo di seguito, coinvolto nel caso dell’uomo trovato nel barile. Nonostante fosse stato arrestato il 16 aprile del 1903 dentro il suo appartamento, dove occultava tre revolver, fu in seguito scagionato per insufficienza di prove.  Per rafforzare la loro unione nel 1904, Ignazio Lupo si unì alla famiglia  Morello sposando Salvatrice, sorella dei fratelli Terranova. La coppia ebbe cinque figli di cui quattro femmine e un maschio di nome Rocco, il quale presto si unì all’attività criminale del padre. Nonostante Lupo fosse più giovane del Morello, e apparentemente meno esperto, in realtà era estremamente intelligente e spietato. Egli era solito andare in giro abbigliato con vestiti cuciti su misura e cappelli alla moda e si muoveva su un calesse trainato da un cavallo bianco.  Lupo era colui che suggeriva a Morello e alla sua banda come riciclare i capitali acquisiti illecitamente.  L’attività di commercio di alimenti  di Lupo si espanse tanto che lo stesso aprì negozi nel quartieri di Brooklyn e Harlem. L’arricchimento era dovuto all’imposizione ai droghieri di Little Italy di acquistare a prezzo maggiorato la merce. DEl resto ribellarsi significava andare in contrasto con la cosca mafiosa del Morello. Altre ditte venivano costrette a chiudere dapprima con minacce velate e poi con atti violenti. Queste attività criminose iniziavano con l’avvelenamento dei cavalli per poi procedere con attentati dinamitardi alle botteghe e alle abitazioni dei negozianti concorrenti. 

Il 7 marzo 1906 il criminale fu tratto in arresto poiché coinvolto nel sequestro al fine di estorsione di Antonio Bozzuffi, un ragazzo italiano sequestrato e tenuto nascosto in un appartamento della 59 strada. Il ragazzo era il figlio del noto banchiere  italiano John Bozzuffi. Quest’ultimo aveva in passato supportato la ditta di Morello denominata Ignazio Florio. Tuttavia Antonio Bozzuffi non identificò Lupo quale suo rapitore durante il confronto in tribunale.  John BOZZUFFI fu successivamente coinvolto in una indagine relativa a furto aggravato dopo aver dichiarato bancarotta, usò i depositi dei suoi clienti per aprire una società immobiliare.  Il 16 dicembre 1908 Salvatore Manzella, importatore di vino e prodotti italiani con bottega al numero 196 di Elizabeth St, dichiarò fallimento. William Blau, il creditore, accusò il   Manzella nel momento in cui si rifiutò di rendere conto delle sue finanze. Manzella testimoniò che per più di tre anni fu vittima di estorsione da parte di Ignazio Lupo, e questa fu la vera causa del suo fallimento. Egli dichiarò che Lupo, una settimana prima di scomparire, era entrato nel suo negozio e si impossessò di oltre 1.000 dolla ri in contanti. Dopo essersi nascosto per un anno a seguito del fallimento del suo negozio, il 12 novembre 1909, Ignazio Lupo si recò presso i legali dei suoi creditori con il suo avvocato, Charles Barbier. In quella circostanza dichiarò che era stato ricattato e aveva perso 10.000 dollari e che una volta senza soldi era stato costretto a fuggire a Baltimora e poi a Buffalo. Lupo fu poi arrestato il 17 novembre in relazione all’estorsione effettuata ai danni di Salvatore Manzella. Processato il 22 novembre, riusciva a essere assolto poiché Manzella non comparì davanti la corte per indicarlo come il suo estortore. Lupo fu sospettato di almeno 60 omicidi e potrebbe averne uccisi molti di più. Tuttavia, non fu mai imprigionato prima del 1910.  In quell’anno l’otto gennaio, nell’ambito del caso conosciuto come la contraffazione delle  Highland, gli agenti dei servizi segreti fecero un’irruzione a Brooklyn 16esima Strada  al numero 8804 dove erano presenti Lupo e Joseph Palermo. A seguito della perquisizione nella stanza al piano superiore venivano rinvenuti: un revolver, lettere, passaporti e un libretto bancario contenente i nomi di John Lupo, Joseph Lo Presti e Giuseppe Lo Presti. In conseguenza al processo che ne scaturì in merito a questa vicenda Lupo assieme a Giuseppe Morello e gli altri componenti della banda furono dichiarati colpevoli e i due predetti criminali condannati a 30 anni e imprigionati nel carcere federale di Atlanta. Nonostante la pesante pena detentiva gli fu concessa la libertà condizionale il 30 giugno 1920. 

Appena uscito dal carcere la polizia adottò nei suoi confronti  una stretta vigilanza. Malgrado ciò furono i suoi rivali gangster a tenere finalmente a freno Lupo. All’inizio degli anni ’30 Lupo fu convocato dalla Commissione del crimine. I rappresentanti delle famiglie mafiose  stabilirono che, a causa del suo modo di delinquere caratterizzato dal terrore e dagli omicidi, fu messo fuori dalla famiglia mafiosa. Le sue efferate attività criminose avrebbero sicuramente danneggiato gli altri appartenenti al sindacato mafioso. Infatti questi ultimi preferivano prima corrompere i funzionari pubblici piuttosto che commettere crimini di sangue. Nonostante questa decisione gli fu permesso di organizzare una piccola lotteria italiana a Brooklyn.

Franklin D. Roosevelt

Malgrado fosse messo fuori dalla famiglia, Lupo diede vita a un racket delle estorsioni le cui vittime furono i fornai. Nel 1936, il governatore di New York Herbert Lehman presentò una petizione al presidente Franklin D. Roosevelt affinché Lupo tornasse in prigione per la sua diffusa attività estorsiva. Pertanto fu di nuovo arrestato e associato al carcere federale di Atlanta per scontare alcuni anni della sua condanna originale che gli avevano condonato per il reato di falsificazione di moneta. Quando fu rimesso in libertà tornò a Brooklyn, era debole e malato di demenza senile, tanto che morì nel 1947 per cause naturali.

di Fabio Fabiano

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