Il caso della contraffazione in Highland (Part. 2)

Nel gennaio 1909 furono procurati i supporti per effettuare la stampa dei dollari falsi. Pertanto Comito  assieme agli uomini presenti dentro la fattoria, iniziarono a stampare le  banconote prova da $ 5 canadesi. Subito dopo aver ottenuto le prime stampe Cinà e Cicala, con delle bozze stampate, arrotolate su un giornale, partirono per New York per far verificarne la qualità. Dopo tre giorni ritornarono con le nuove disposizioni. Fu detto ai falsari di stampare altri biglietti in una sfumatura più scura. La contraffazione delle banconote canadesi era molto complessa e faticosa. Necessitava che il foglio fosse stampato cinque volte per imprimere le varie colorazioni. Ma i risultati non furono mai ottimali. Ad ogni modo furono stampate banconote per un ammontare di 17.545 dollari canadesi.   Il lavoro fu ultimato a fine gennaio e le banconote contraffatte furono inserite in scatole vuote di maccheroni. Di ritirare le banconote si occupò Cicale. Era chiaro che sarebbero state smistate in tutti gli Stati Uniti tramite una rete di spacciatori.  Comito a quel punto fece una riflessione in merito al grosso guaio in cui si era cacciato, ma soprattutto come fosse ben radicata e potente l’organizzazione criminale per cui stava lavorando.  Conclusa la produzione delle banconote canadesi, i falsari si dedicarono a quella delle banconote di taglio  da due dollari americani. 

Giuseppe Morello

Apparentemente sembrava fosse più facile, infatti la banconota comprendeva tre sole colorazioni. In corso d’opera i falsari si resero conto che in realtà l’impresa era davvero difficile. L’ostacolo da sormontare era la sfumatura verde da riprodurre. Nonostante gli estenuanti tentativi, e la miscelazione dei colori, la banda dei falsari non riuscì a raggiungere la giusta tonalità delle banconote da due dollari. Alla fine delle prove Cicala arrivò alla conclusione che occorreva incaricare uno specialista in inchiostri per ottenere l’effetto desiderato. Questo compito fu affidato a Comito il quale aveva cambiato atteggiamento nei confronti dei siciliani e decise di collaborare attivamente al piano criminale.  Il calabrese raggiunse Manhattan e si incontrò con Cicala presso uno degli edifici della Ignazio Florio Corporation, di proprietà di Morello e dei suoi accoliti.  Cicala lo condusse presso un appartamento dove ad attenderlo vi era un altro soggetto. Lì il tipografo calabrese venne in contatto con un uomo al quale mancavano delle dita d’una mano e aveva modi e comportamenti molto autoritari. Successivamente Comito scoprì che quell’uomo era il famigerato capo della famiglia mafiosa di New York, ovvero Giuseppe Morello. Durante quella riunione Comito spiegò le difficoltà incontrate nella falsificazione delle banconote da  2 dollari, inoltre esternò la sua preoccupazione di essere scoperto.  In merito a quest’ultima problematica Morello rassicurò il suo interlocutore promettendogli che avrebbe portato molte armi presso la fattoria dove avveniva la contraffazione. Conclusa la discussione con Comito, Morello ebbe un abboccamento con Cicala. Il boss rimproverò aspramente il suo adepto per la presenza di Comito, preoccupato per il fatto che solo due notti prima c’erano stati degli arresti e che era costantemente sorvegliato dalla polizia.  La produzione di banconote falsificate nella fattoria di Highland riprese ai primi di febbraio. All’inizio di marzo, Comito si recò con Cicala a New York al numero 5 di Jones Street. Il viaggio fu finalizzato all’incontro con tale Giuseppe Calicchio. Nato in Campania nel 1858, Calicchio era arrivato a New York nel 1906. Egli era titolare di  una tipografia al numero 64 di Prince Street. Cicala offrì a Calicchio 20 dollari al giorno per collaborare alla contraffazione  e anche per produrre  della lastre da stampa di migliore qualità. Calicchio accettò e si recò, assieme agli altri due, nelle Highland. Egli ritoccò e migliorò i clichè, che vennero montate sulla macchina da stampa, e iniziò a mescolare sapientemente gli inchiostri in modo da iniziare a stampare un nuovo lotto di banconote contraffatte da 2 dollari. Comito e Calicchio stamparono circa 32.000 nuove banconote da due dollari. Erano di qualità molto superiore grazie ai clichè perfezionati. A differenza di Comito, Calicchio era ben pagato dalla banda per il suo lavoro di stampa. Nonostante ciò, appena lasciati soli, i due tipografi discussero su come fuggire dalla fattoria e di abbandonare la banda di Morello. 

Giuseppe Palermo

Nel marzo 1909 Giglio vendette a Giuseppe Palermo la sua quota della fattoria di Cinà e prese in affitto una nuova fattoria nelle vicinanze, in una località denominata “Spencer Place”. Comito proseguì il lavoro presso l’azienda agricola Calhoun con Giglio e Calicchio. Verso la fine del mese Lupo, Cecala, Cina e Sylvester arrivarono con nuova carta e nuove lastre per banconote da $ 5.  La produzione di queste banconote false iniziarono ai primi di aprile. Dopo la stampa, $ 3,000 vennero celati in asciugamani e imballati in scatole di maccheroni vuote per essere portati via. Alla fine di maggio Cinà tornò alla fattoria. Lì informò i falsari che l’attività di contraffazione  doveva terminare. Inoltre venne l’incarico di smantellare la tipografia poiché era preoccupato per la continua sorveglianza della polizia. Cinà affermò di voler iniziare a contare e dividere i soldi. A quel punto Nick Sylvester estrasse la pistola e intimò ai presenti che i soldi non appartenevano solo a loro e che non li avrebbero contati sin quando non fossero tutti presenti. A quel punto, Cicala partì prendendo solo $ 5 per se stesso e Comito tornò a New York, dove rimase con Katrina in un appartamento ubicato a Thompson Street, affittato e pagato da Cicala.

Successivamente la banda di Morello ricevette molti ordini per la falsificazione delle banconote da $ 2. Infatti il procedimento della stampa, che era stato migliorato, fu considerato un successo. Comito aiutò la banda ad acquistare una nuova macchina tipografica Gordon e si occupò di ordinare inchiostri per la produzione delle banconote false. Verso la fine di giugno Comito e Calicchio tornarono nella Highland, ma questa volta si stabilirono nella nuova fattoria del Giglio, ovvero “Spencer Place”. Dopo una settimana in fattoria Comito lavorava assieme a un uomo inteso “zio Vincent”. Calicchio era partito per New York dovendo acquistare inchiostri  e Giglio si era recato in paese per acquistare provviste di cibo.  Una notte due sconosciuti arrivarono sino alla fattoria, e dopo aver bussato alla porta, chiesero di parlare con il proprietario. Vincent e Comito mentirono riferendo che erano solo degli operai della fattoria e che erano stati assunti per la raccolta delle ciliegie. I due sconosciuti a quel punto si allontanarono affermando che sarebbero ritornati. Comito, innervosito da quella  visita inaspettata, fuggì a New York. 

Dopo due giorni, Cicala e Cinà si recarono a casa di  Comito. I due gli proposero  di tornare alle Highland ma lui fu risoluto e si rifiutò. Con la stampa ormai completa, Cinà vendette la sua fattoria per $ 5.000 e trasferì la sua famiglia nella contea di Dutchess. Il contratto di vendita fu firmato da lui e Giuseppe Palermo, che firmò  con il falso nome di Salvatore Saracina. La banda a quel punto si attivò per spacciare la grande quantità di banconote false che erano state  stampate.

di Fabio Fabiano

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